Legge 104: certificazione handicap e deducibilità spese mediche

Legge 104: certificazione handicap e deducibilità spese mediche

Redazione - Leggi e prassi

Certificazione handicap disabilità legge 104: ecco gli ultimi chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate in materia di deducibilità delle spese mediche.

L’Agenzia delle Entrate è recentemente intervenuta in materia di certificazione handicap disabilità legge 104 per mezzo della risoluzione numero 79/E del 23 settembre 2016. La stessa Agenzia delle Entrate ha ricevuto numerose richieste da parte dei contribuenti in materia di certificazione handicap disabilità di cui alla legge 104 e relativa deducibilità fiscale delle spese mediche e di assistenza specifica necessarie in caso di grave invalidità o menomazione.

Ecco gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di deducibilità fiscale spese mediche per assistenza specifica a persone con gravi disabilità.

Legge 104: certificazione handicap e deducibilità spese mediche, ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la risoluzione numero 79/E del 23 settembre 2016 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in materia di certificazione handicap disabilità di cui alla legge 104 e relativa deducibilità fiscale delle spese mediche e di assistenza specifica necessarie in caso di grave invalidità o menomazione.

In particolare, i contribuenti si chiedono se ai fini della deducibilità fiscale sia necessaria la certificazione relativa al riconoscimento dello stato di portatore di handicap ai sensi della legge n. 104 del 1992, oppure sia sufficiente la certificazione dello stato di invalidità.

Ai fini della deducibilità delle spese mediche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, di cui all’art. 10, comma 1, lett. b), del TUIR, sono considerati “disabili”:

  • sia le persone che hanno ottenuto le attestazioni dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 104 del 1992;
  • sia coloro che sono stati ritenuti “invalidi” da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate per il riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, eccetera.

In ordine ai soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi delle legge n. 104 del 1992, si ritiene opportuno precisare che la grave e permanente invalidità o menomazione, menzionata dall’articolo 10, comma 1, lett. b), non implica necessariamente la condizione di handicap grave di cui all’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992.

L’Agenzia delle Entrate ritiene quindi che:

la certificazione rilasciata ai sensi della legge n. 104 del 1992 sia sufficiente ad attestare il requisito soggettivo per fruire della deduzione

Legge 104: certificazione handicap e deducibilità spese mediche, il caso degli invalidi civili

Quest’ultima soluzione, sempre stando alla risoluzione 79/E del 23 settembre 2016, non è, invece, adottabile per i soggetti riconosciuti invalidi civili.

Con la circolare n. 55/E del 2001 è stato precisato che, per il diritto alla deduzione in esame, non può ritenersi sufficiente il solo riconoscimento dell’invalidità civile, dal momento che l’accertamento della invalidità civile concerne la valutazione del grado di capacità lavorativa, mentre, l’accertamento dell’handicap attiene allo stato di gravità delle difficoltà sociali e relazionali di un soggetto che, se accertato, consente l’accesso a servizi sociali e previdenziali nonché a particolari trattamenti fiscali. Si tratta, in definitiva, di accertamenti concettualmente distinti in quanto perseguono finalità diverse.

Nel caso di riconoscimento dell’invalidità civile occorre, dunque:

accertare la grave e permanente invalidità o menomazione

L’Agenzia delle Entrate ritiene che la gravità della invalidità, laddove non sia espressamente indicata nella certificazione, possa essere senza dubbio ravvisata nelle ipotesi in cui sia attestata un’invalidità totale nonché in tutte le ipotesi in cui sia attribuita l’indennità di accompagnamento.

Detta indennità è, infatti, riconosciuta in favore di soggetti che versano in condizioni di particolare gravità quali, ad esempio:

  • i cittadini riconosciuti inabili totali per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessitano di una assistenza continua;
  • gli ultrasessantacinquenni, non più valutabili sul piano dell’attività lavorativa, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell’età e che, come gli invalidi totali, abbiano necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita o di deambulare autonomamente.

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