Lavoro 4.0: quale futuro?

Lavoro 4.0: come si evolverà nei prossimi anni? Cerchiamo di fornire alcuni spunti sulle dinamiche per le professioni del futuro.

Lavoro 4.0: quale futuro?

Come evolverà il futuro del lavoro 4.0 è una domanda di grande interesse e, nondimeno, di difficile risposta. Le previsioni in materia sono esposte ad essere facilmente disattese ma è spesso utile cercare di tracciare delle riflessioni su come sarà il lavoro del futuro.

Senza avere pretesa di esaustività, vediamo alcuni degli scenari possibili, o meglio suggestioni su come potrebbe essere il futuro del lavoro nel medio e lungo periodo.

Lavoro 4.0: prospettive sul lavoro del futuro

Discusso è il tema circa l’apporto che il futuro del lavoro 4.0 darà alle dinamiche occupazionali.

È sotto gli occhi di tutti come l’introduzione di processi di meccanizzazione e di digitalizzazione permettono di utilizzare un minor personale rispetto al passato per lo svolgimento delle stesse mansioni. L’impatto più immediato della digital transformation sul mondo del lavoro 4.0 si tradurrebbe così in una perdita di lavoratori assorbiti in processi produttivi

Tale tendenza risulta però in parte compensata dalla nascita di nuove professionalità, legate al mondo del digitale e ai nuovi sistemi di informazione e sicurezza informatica. In generale è probabile che ad essere a rischio saranno le mansioni meno qualificate, con una crescita dei profili con alte competenze tecnico-intellettuali.

Ancora più affascinante è indagare se le tendenza in atto finiranno con il modificare unicamente le modalità dell’attività lavorativo o il modo stesso con il quale si concepisce il lavoro.

Tale questione non avrà impatto rilevante se non sul lungo periodo, ma è vero che le nuove generazioni pensano all’occupazione secondo schemi profondamente diversi rispetto ai loro padri. E forse tale differenza potrebbe già oggi rivolgersi ad aspetti non secondari della concezione del lavoro 4.0.

Lavoro 4.0: flessibilità e occupazione

Tra le prospettive che si lasciano intuire per il lavoro del futuro, una riflessione può essere dedicata al rapporto che avrà con il tempo libero. Introdotto a seguito dei ritmi imposti alla società dalla rivoluzione industriale, la sua distinzione netta con l’orario di lavoro è in parte in questione.

La velocità imposta dai nuovi mezzi di comunicazione, rende più facile per le imprese trovare il lavoratore adatto in tempi più contenuti che in passato (al netto del lamentato mismatch di competenze tutto italiano). Il lavoro del futuro potrebbe quindi essere on demand, con assunzioni brevi effettuate sulla base delle esigenze dell’azienda.

Non è un caso che la percentuale di freelance in Europa è salita del 45% negli anni tra il 2004 e il 2013. Difficile prevedere se dietro questo dato, seppur deciso, si lasci intuire una tendenza stabile per il futuro del lavoro. È vero però che a seguito della recente crisi si sta assistendo ad una diminuzione del valore del posto fisso.

Le carriere lavorative si fanno più discontinue e meno statiche. La conseguenza è l’aumento di importanza delle soft-skills, assieme alla capacità di adattamento (dell’azienda, come del singolo) ai cambiamenti.

Lavoro 4.0: smart working e dimensione internazionale

Le novità in tema di futuro del lavoro già oggi hanno effetti rilevanti anche per quanto riguarda le dinamiche legate al territorio. La spinta alla digitalizzazione degli ultimi decenni potrebbe portare con sé, più che una disaffezione, una nuova sensibilità in materia di localizzazione del lavoro e dell’attività produttiva.

Lo smart working e il lavoro a distanza già oggi rendono meno centrale che in passato la presenza fisica a lavoro o in ufficio. Nel futuro prossimo tale tendenza già in atto alla delocalizzazione dell’ambiente di lavoro avrebbe effetti rilevanti anche sugli stili di vita, fino ad incidere sugli stessi rapporti di gerarchia in ambito lavorativo.

L’evoluzione nei trasporti e nella logistica inoltre permette già oggi di poter ricevere comodamente a casa prodotti provenienti da migliaia di chilometri di distanza. Per una larga fetta di imprese il lavoro 4.0 è legato all’internazionalizzazione: un futuro già in atto che garantisce anche ad imprese piccole di poter vedere acquistato il proprio prodotto all’estero.

Un’opportunità dalla quale, in considerazione delle dimensioni medie delle aziende nostrane, il sistema produttivo italiano potrebbe ricevere un importante contributo.