Iri e regime di cassa: ecco le novità fiscali della Legge di Bilancio 2017

Iri e regime di cassa: ecco le novità fiscali della Legge di Bilancio 2017

Redazione - Modello Unico

Legge di Stabilità 2017: regime di cassa ed Iri sono le grandi novità fiscali del prossimo anno. Ecco le prime analisi fiscali della Legge di Bilancio presentata ieri dal premier Matteo Renzi e dal ministro Padoan.

Legge di Stabilità 2017: ci sono diverse novità fiscali da segnalare dalla lettura dei primi testi relativi alla Legge di Bilancio.
Il regime di cassa per le aziende in regime contabile semplificato e l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito imprenditoriale (flat tax al 24%), sono le grandi novità fiscali di questa Legge di Bilancio 2017.
Dai primi testi che abbiamo potuto analizzare, tuttavia, il regime di cassa per le piccole e medie imprese che operano nel regime contabile semplificato è legato esclusivamente all’adesione al regime Iri. Si tratta di una questione ampiamente discussa nelle scorse settimane e sui cui l’Esecutivo si era impegnato a dare una risposta concreta proprio in occasione della Legge di Stabilità - ma sarebbe più corretto chiamarla Legge di Bilancio - relativa all’esercizio 2017.

Regime di cassa per le aziende in contabilità semplificata e introduzione dell’Iri per le ditte individuali, le società di persone e le Srl che optano per la trasparenza ai sensi dell’articolo 116 del Tuir.

Renzi e Padoan, inoltre, hanno annunciato l’introduzioni di importanti bonus fiscali per i titolari delle piccole partite IVA: da questo punto di vista, tuttavia, ancora non ci sono riferimenti ufficiali su cui esprimere le prime valutazioni. Dovrebbe trattarsi di nuove agevolazioni fiscali per i contribuenti titolari di partita iva nel regime dei minimi e nel regime forfettario.

Legge di Stabilità 2017: niente regime di cassa per le imprese in regime contabile semplificato nella Legge di Bilancio

Nella Legge di Stabilità 2017 le norme sull’introduzione del regime di cassa per le imprese che adottano il regime contabile semplificato sono strettamente connesse all’adesione al regime Iri, regime fiscale opzionale per gli imprenditori che mantengono gli utili prodotti in azienda.

A cosa serve l’introduzione del regime di cassa per le piccole imprese in contabilità semplificata? L’obiettivo dichiarato da Renzi e Padoan è dare respiro ad artigiani e commercianti, eliminando il principio di competenza per effetto del quale i costi ed i ricavi dell’esercizio vengono contabilizzati a prescindere dalla manifestazione finanziaria degli stessi.
Al suo posto viene introdotto il regime di cassa (collegato all’Iri) ovvero quel principio per effetto del quale costi e ricavi vengono ad essere contabilizzati - e quindi rilevati ai fini della tassazione sui redditi - solo al momento dell’effettivo incasso (come oggi già avviene per i professionisti).

Legge di Stabilità 2017: come funziona l’IRI prevista dalla Legge di Bilancio

La Legge di Stabilità 2017 introduce l’Iri ovvero l’imposta sul reddito dell’imprenditore. Cos’è e come funziona la nuova imposta?

L’Iri è un’imposta proporzionale sul reddito con aliquota al 24%, ovvero la stessa aliquota in vigore per l’Ires a partire dal 1° gennaio 2017.

Viene quindi introdotto un nuovo articolo 55bis del Tuir con riferimento ai seguenti soggetti:

  • ditte individuali;
  • società di persone;
  • Srl in regime di trasparenza per effetto dell’articolo 116 del Tuir.

Il reddito prodotto dal contribuente che adotta il regime contabile ordinario (anche per opzione) sarà assoggettato ad una tassazione separata con applicazione dell’IRI e stessa aliquota prevista per le società di capitali.

Lo stesso reddito non concorrerà più, ai fini Irpef, alla formazione del reddito complessivo del titolare dell’impresa o dei soci della società. Contemporaneamente le somme che l’imprenditore o i soci della società preleveranno dall’azienda come remunerazione del proprio apporto, verranno tassate in capo al contribuente persona fisica come reddito ordinario e quindi in base alla progressività Irpef ordinaria. Tali prelievi saranno deducibili dal reddito d’impresa.

Si tratta di una grande novità rispetto al sistema attuale in cui il reddito fiscale delle imprese individuali e delle società di persone è sempre tassato in capo ai titolari, a prescindere dall’effettivo incasso. Le nuove regole sull’imposta sul reddito imprenditoriale - regime Iri - prevedono la disapplicazione della regola prevista dall’articolo 5 del Tuir per effetto della quale vi è automatica imputazione per trasparenza dei redditi in capo ai soci delle società di persone.

L’Iri finanziata con il tagli dell’agevolazione fiscale Ace

L’imposta sul reddito imprenditoriale - Iri - verrà finanziata con una parte del taglio del rendimento nozionale 2017-2018 dell’Ace. Dal prossimo anno (quindi in vista di Unico 2018) il rendimento scende dal 4,75 per cento al 2,3 per cento; risalirà fino al 2,7 per cento nel 2018. Da questa manovra l’Esecutivo si aspetta risparmi pari, rispettivamente, a 1,8 e 1,5 miliardi di euro nei prossimi due anni. Con queste risorse, oltre all’Iri, verranno finanziate la conferma ed ampliamento del super ammortamento (o iperammortamento per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione).

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