Il Decreto Legge su Equitalia è incostituzionale?

Redazione - Fisco

Pioggia di critiche al Governo per il Decreto Legge su Equitalia e IVA: dubbi seri di costituzionalità in merito alla questione dei dipendenti del nuovo ente di riscossione e non solo. Ecco perché.

Il Decreto Legge su Equitalia è incostituzionale?

Decreto Legge fiscale su Equitalia e IVA: una vera e propria raffica di critiche e commenti negativi nei confronti del Governo. Professionisti, operatori del settore, studiosi e ovviamente le opposizioni parlamentari hanno commentato con asprezza il contenuto ufficiale del decreto legge fiscale numero 193/2016.

L’abolizione di Equitalia è una vera e propria bufala: l’ente di riscossione cambia nome, diventando Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si tratta di un nuovo ente pubblico economico cui vengono demandate tutte le funzioni previste in materia di riscossione delle imposte.

La rottamazione delle cartelle è stata declinata in modo molto più blando rispetto alle attese con tempi di recupero del debito iscritto a ruolo molto blandi. Non solo: l’aggio non viene toccato, né per i ruoli pregressi né per quelli futuri.

Ma il dubbio vero che la nostra redazione ravvede dalla prima lettura del decreto legge fiscale su Equitalia è relativo al comma 9 dell’articolo 1 del Decreto Legge 193/2016.

Decreto Legge 193/2016, comma 9 articolo 1: cosa succede al personale di Equitalia?

Ad avviso della redazione di informazionefiscale.it il comma 9 dell’articolo 1 del Decreto Legge 193/2016 rischia di essere giudicato incostituzionale per effetto di quanto previsto dall’articolo 97 della Costituzione. Ma andiamo con ordine.

Il comma 9 dell’articolo 1 del Decreto Legge 193/2016 prevede che:

Tenuto conto della specificità delle funzioni proprie della riscossione fiscale e delle competenze tecniche necessarie al loro svolgimento, per assicurarle senza soluzione di continuità, a decorrere dalla data di cui al comma 1 il personale delle società del Gruppo Equitalia con contratto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, senza soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento, è trasferito all’ente pubblico economico di cui al comma 3, previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze, in coerenza con i principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità. A tale personale si applica l’articolo 2112, primo e terzo comma, del codice civile.

L’articolo 97 della Costituzione afferma che:

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.
Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge
.”

Le procedure di selezione e verifica delle competenze previste dal comma 9 dell’articolo 1 del Decreto Legge 193/2016 sono coerenti con i criteri di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione? Inoltre, quando i dipendenti di Equitalia (ivi compresi i dirigenti) sono stati assunti con logiche private e slegate da quelle dell’operatore pubblico ciò era compatibile con i criteri che dovrebbero dirigere le selezioni per la Pubblica Amministrazione?

A nostro avviso anche su questo punto ci sarà molto da discutere.

Dubbi anche sulla liceità di un Decreto Legge per la materia della riscossione

Altro dubbio sul Decreto Legge 193/2016 è relativo al secondo comma dell’articolo 77 della Costituzione.

Com’è noto, infatti, il Decreto Legge è uno strumento ammesso “in casi straordinari di necessità e di urgenza”. Casi in cui il Governo “adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge ... e deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni”.

Nella fattispecie, il Governo ravvede la necessità ed urgenza nella lotta all’evasione fiscale e nel recupero di risorse finanziarie. Si tratta di ragioni sufficienti?
Premesso che i Governi hanno spesso abusato dello strumento della decretazione d’urgenza, anche in campo fiscale, riteniamo che questo sia uno di quei casi in cui è difficile ravvedere i criteri richiesti dalla Costituzione per un decreto legge.