Conservazione documentazione spese ristrutturazione edilizia

Redazione - Irpef

Ristrutturazione edilizia: quanto a lungo si dovrà provvedere alla conservazione documentazione delle spese in vista di deduzioni fiscali? Vediamo le indicazioni in materia.

Conservazione documentazione spese ristrutturazione edilizia

Il tema della conservazione documentazione in caso di detrazioni per spese di ristrutturazione edilizia non è chiaramente definita. La regolamentazione in materia, oltre che coinvolgere gli intermediari (Caf e professionisti abilitati), impatta direttamente sui privati cittadini.

La conservazione della documentazione per detrazioni ristrutturazioni edilizie è particolarmente rilevante in caso di verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. In generale è bene tenere a disposizione il materiale per almeno 5 anni, ma il periodo potrebbe aumentare a seconda delle interpretazioni.

Facciamo il punto sulla conservazione della documentazione per le spese di ristrutturazione edilizia, con le relative problematiche in materia.

Conservazione documentazione spese ristrutturazione edilizia

Per le detrazioni ristrutturazione edilizia sono vari i documenti che vengono richiesti per vedersi corrisposta l’agevolazione fiscale. Spesso però possono sorgere dubbi circa la conservazione della documentazione raccolta.

L’intermediario (Caf o professionista) in sede di apposizione del visto di conformità per detrazioni da ristrutturazione edilizia, dovrà infatti provvedere alla verifica e alla conservazione della documentazione che attesta il possesso dei requisiti per l’agevolazione.

La questione può divenire rilevante quando ci si trova a fruire di rate per detrazioni da ristrutturazione edilizia. Nel caso di cambio Caf o professionista, ai fini dell’apposizione del visto di conformità sarà necessario ripresentare tutti i documenti per l’agevolazione, dal momento che tali documenti non saranno in possesso del nuovo intermediario.

Nell’eventualità di controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate, infatti, al Caf o al professionista potrebbe essere richiesta la documentazione attestante le detrazioni. In loro mancanza si incorrerà in una sanzione del 30% sulla somma contestata (art. 39, D.lgs. n. 241/1997).

L’agevolazione per ristrutturazione edilizia, percepita a rate, richiederà quindi la conservazione della documentazione anche a distanza di anni dai lavori effettuati. Vediamo nel dettaglio perché.

Ristrutturazione edilizia: per quanto conservare i documenti?

Per quanto riguarda i controlli sulla documentazione per spese da ristrutturazione edilizia, l’Agenzia delle Entrate (circolare n.7/E 2017) ha sottolineato infatti come le verifiche verranno effettuate in relazione ad ogni anno in cui si godrà della detrazione. Ne deriva, secondo il testo della circolare AdE:

in relazione a spese suddivise in più anni, deve essere effettuato ad ogni utilizzo della rata dell’onere ai fini del riconoscimento della spesa. Al riguardo, la Circolare n. 26/E del 31.05.2005 ha chiarito che, il soggetto che presta l’assistenza fiscale potrà, qualora abbia già verificato la documentazione in relazione ad una precedente rata e ne abbia eventualmente conservato copia, non richiederne di nuovo al contribuente l’esibizione”.

Tale disposizione in tema di conservazione della documentazione per detrazioni ha sollevato alcune perplessità in riferimento agli ultimi pronunciamenti delle Commissioni tributarie, da ultima la sentenza della Ctp di Reggio Emilia n. 128/2/17 del 15 maggio 2017.

La tendenza della giurisprudenza tributaria ha sancito come l’Agenzia delle Entrate possa disconoscere la detrazione per spese in relazione unicamente all’anno in cui è stata indicata per la prima volta nella dichiarazione dei redditi.

La divergenza sulle modalità di accertamento per le detrazioni per ristrutturazione edilizia comporta una differente durata della conservazione della documentazione presentata. Se a fare fede è l’interpretazione delle Commissioni tributarie, i documenti dovranno essere tenuti a disposizione per 5 anni, se si seguono le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate tale durata salirà di una decina di anni.