Chiusura partita IVA inattiva: ci pensa l’Agenzia delle Entrate

Veronica Santini - Dichiarazione IVA

Chiusura partita IVA inattiva: il Decreto Legge 193/2016 introduce rilevanti novità relative alla chiusura della partita IVA inattiva da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco cosa cambierà.

Chiusura partita IVA inattiva: ci pensa l'Agenzia delle Entrate

In accordo con il comma 44 dell’articolo 7-quater del D.L. 193/2016, si seguirà un nuovo iter per la chiusura della partita IVA inattiva e in accordo con il comma 45 7-quater del D.L. 193/2016 saranno eliminate le sanzioni che hanno gravato sinora su tutti i liberi professionisti.

Vediamo nel dettaglio il nuovo iter della chiusura della partita IVA inattiva e l’eliminazione delle sanzioni previsti dal Decreto Legge 193/2016.

Chiusura partita IVA inattiva: il nuovo iter

Con la dicitura partita IVA inattiva si fa riferimento a tutti coloro che sono in possesso di una partita IVA che, negli ultimi tre anni, si è rivelata non operativa.

Con il Decreto Legge 163/2016, tutte le partite IVA considerate inattive saranno tempestivamente chiuse da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Tuttavia, la comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate avverrà preventivamente alla chiusura della partita IVA inattiva.
Infatti, nel caso in cui i liberi professionisti siano contattati erroneamente da parte dell’Agenzia delle Entrate per la partita IVA inattiva, avranno la possibilità di comunicare l’inesattezza della vicenda o fornire ulteriori spiegazioni a riguardo.

Al contrario, secondo l’art. 35, comma 15-quinquies del Dpr 633/1972, i liberi professionisti venivano contattati inaspettatamente con il reclamo di omessa presentazione della dichiarazione di cessazione attività ai fini IVA e la comunicazione della chiusura della loro partita IVA.

Chiusura partita IVA inattiva: addio alle sanzioni

La nota più rilevante per i liberi professionisti verterà senz’altro sul lato economico: con il Decreto Legge 163/2016, le sanzioni per la mancata dichiarazione di cessazione attività ai fini IVA saranno eliminate.
Infatti, secondo l’art. 5, comma 6, primo periodo, del Dl 471/1997, se i possessori di una partita IVA inattiva non avessero presentato la dichiarazione di cessazione attività ai fini IVA, avrebbero dovuto pagare una sanzione variabile tra i 516,00 euro e i 2.000,00 euro.

La sanzione sarebbe risultata ridotta a 167,00 euro nel caso in cui il libero professionista avesse pagato entro 30 giorni dall’avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, ogni libero professionista può verificare lo status della sua partita IVA (attiva, sospesa o cessata), la data di inizio attività e le eventuali date di sospensione/cessazione.