Anche minimi e forfettari nella certificazione unica 2017

Anna Maria D’Andrea - Certificazione Unica

Certificazione unica e modello 770 2017: ecco tutte le regole per contribuenti minimi e forfettari.

Anche minimi e forfettari nella certificazione unica 2017

Modello 770/2017 e certificazione unica: analizziamo oggi tutte le istruzioni previste nel caso dei contribuenti minimi e forfettario ovvero di quei contribuenti che svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo con partita iva agevolata.

Molti si chiedono perché sia indicare in Certificazione Unica anche le somme dei contribuenti dei regimi fiscali agevolati, tenendo conto le somme e i compensi erogati per le partite Iva a regime dei minimi e forfettario sono esenti dal versamento della ritenuta d’acconto.

Sta di fatto che nelle istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate con le istruzioni ed il modello ufficiale di Certificazione Unica 2017 è previsto che la certificazione unica 2017 debba contenere anche somme e compensi corrisposti a contribuenti minimi e forfettari.

Infatti, nonostante questi redditi non siano soggetti a ritenuta d’acconto, per il Fisco la Certificazione Unica 2017 serve come ulteriore strumento di controllo fiscale. Forniamo quindi guida semplice e chiara alla compilazione della certificazione unica 2017 nel caso di contribuenti titolari di partita iva nel regime dei minimi e dei forfettari.

Certificazione unica e obblighi 770 per contribuenti ordinari, minimi e forfettari

A proposito degli obblighi dichiarativi, di certificazione unica e modello 770 ricordiamo innanzitutto quello che è il riferimento normativo essenziale in materia ovvero il d.p.r. 600/1973.

Detto questo per comprendere bene tutta la materia sottostante a questo adempimento occorre partire dal presupposto che l’obbligo di certificazione unica 2017 per i compensi riguarda solo ed esclusivamente le fattispecie di cui al titolo III del d.p.r. 600/1973.

Si tratta quindi di certificare i compensi di coloro che svolgono attività professionali, ivi compresi i soggetti che, per pur producendo redditi da lavoro autonomo e professionale non sono soggetti a ritenuta (si pensi proprio al caso dei minimi e dei forfettari).

Certificazione unica 2017, 770 e quadro RS, ecco chi deve fare cosa:

Soggetti coinvolti Obblighi Certificazione Unica e modello 770
Ordinario che fattura ad ordinario L’ordinario compilerà sia CU 2017 che modello 770
Ordinario che fattura a minimo Il minimo compilerà sia CU che modello 770
Ordinario che fattura a forfettario Il forfettario non compilerà né la CU né il modello 770, ma solo quadro RS nel modello Redditi Persone fisiche
Minimo che fattura ad ordinario L’ordinario compilerà la CU ma non il modello 770
Minimo che fattura a minimo Il minimo compilerà la CU ma non il modello 770
Minimo che fattura a forfettario Il forfettario non compilerà né la CU né il 770, ma solo quadro RS nel modello Redditi Persone fisiche
Forfettario che fattura ad ordinario L’ordinario compilerà la CU ma non il modello 770
Forfettario che fattura a minimo Il minimo compilerà la CU ma non il modello 770
Forfettario che fattura a forfettario Il forfettario non compilerà né la CU né il 770, ma solo quadro RS nel modello Redditi Persone fisiche

Ecco un’utile infografica che semplifica la tabella di cui sopra:

Il concetto fondamentale è che il contribuente forfettario - non essendo sostituto d’imposta - non deve certificare i compensi erogati, ma indicarli nel quadro RS della dichiarazione modello Redditi persone fisiche 2017.

Inoltre, i compensi erogati nei confronti di un professionista in regime dei minimi vanno indicati nella certificazione unica 2017, ma non vanno riportati nel nuovo modello 770 poiché non soggetti a ritenuta d’acconto.

Certificazione Unica 2017 anche per minimi e forfettari

L’Agenzia delle Entrate ha specificato nelle istruzioni per la compilazione della Certificazione Unica 2017 che anche per minimi e forfettari bisognerà compilare il modello con compensi e somme percepite.

I dati dovranno essere inseriti nel quadro certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi della Certificazione Unica e bisognerà inserire tutte le informazioni su somme e compensi, ovvero:

  • l’ammontare delle provvigioni (per gli agenti ed i rappresentanti) e dei compensi corrisposti nel periodo d’imposta 2016 agli autonomi che hanno operato con il regime dei contribuenti minimi o con il regime forfetario;
  • l’ammontare dei compensi corrisposti nel periodo d’imposta 2016 agli autonomi operanti con il regime delle nuove iniziative produttive.

Specifiche indicazioni anche nel caso opposto, ovvero quando sono contribuenti titolari di partita Iva in regime dei minimo o forfettari a dover erogare compensi ai professionisti ma con alcune importanti differenze.

Attenzione, nel caso in cui i compensi siano assoggettati a contributi previdenziali occorrerà procedere come segue:

  • il contributo integrativo Gestione Separata INPS del 4% concorre alla formazione del compenso ed è da riportare in certificazione unica;
  • il contributo integrativo relativo alle casse professionali, invece, non deve essere riportato perché non costituisce compenso.

Vediamo quali sono le regole per la compilazione della Certificazione Unica in questi specifici casi.

Certificazione Unica 2017 anche per minimi e forfettari. Il caso inverso

Quando sono i contribuenti con partita Iva in regime dei minimi o forfettario ad erogare compensi a professionisti in regime ordinario si verifica la situazione inversa.

Il contribuente titolare di partita Iva regime dei minimi ex DL 98/2011 opera come sostituto d’imposta e nel suo caso gli adempimenti necessari sono i seguenti:

  • versare la ritenuta d’acconto entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento;
  • certificare il compenso tramite compilazione ed invio della certificazione unica 2017 e del modello 770/2017.

Nel caso in oggetto bisognerà applicare la ritenuta alla fonte a titolo di acconto sulle fatture ricevute: i titolari di partita Iva in regime dei minimi non devono applicare ritenuta sulle proprie fatture ma l’esonero non vale invece per quanto riguarda le fatture ricevute in quanto operano appunto come sostituti d’imposta.

I contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario ex Legge 190/2014 che erogano compensi ad un professionista nel regime ordinario non operano invece come sostituti d’imposta e le regole prevedono che all’atto di erogazione di compensi ad un professionista in regime ordinario gli adempimenti siano i seguenti:

  • non dovrà operare la ritenuta d’acconto e quindi non dovrà versare il relativo modello F24 (la fattura verrà quindi pagata “integralmente”, esattamente come una persona fisica non titolare di partita IVA);
  • non dovrà certificare i relativi compensi tramite certificazione unica 2017 e modello 770/2017.

L’unico obbligo sarà quello di indicare nel quadro RS della propria dichiarazione dei redditi modello UNICO PF:

  • il codice fiscale e del professionista in regime ordinario cui eroga il compenso;
  • l’ammontare lordo del compenso erogato.

In caso di mancato o errato invio della Certificazione Unica 2017 è prevista una sanzione pari a 100 euro per ogni certificazione errata, omessa o tardiva. In caso di errata trasmissione, la sanzione non si applica se l’errore viene ravveduto entro i 5 giorni successivi alla scadenza.

Certificazione Unica 2017 anche per minimi e forfettari. Perché

Come abbiamo già specificato nelle prime righe dell’articolo, il motivo per cui si è stabilito che anche per minimi e forfettari sia obbligatoria la Certificazione Unica 2017 risponde esclusivamente a motivi di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’obiettivo è quello di permettere di verificare la corrispondenza tra i ricavi indicati nella dichiarazione modello Redditi persone fisiche e quanto invece risultante dalle Certificazioni Uniche predisposte dai sostituti d’imposta.

Ovviamente, in caso di mancata corrispondenza sono previste sanzioni ed il possibile avvio della fase di accertamento da parte del Fisco.