Assegno bancario e circolare: definizione e differenza

Daniele Di Giovenale - Leggi e prassi

Assegno bancario e circolare: la differenza tra i due può essere oggetto di dubbi. Vediamo qual è la definizione e le scadenze imposte ai tempi per l'incasso.

Assegno bancario e circolare: definizione e differenza

L’assegno bancario e circolare hanno una definizione differente, rimanendo però ambedue titoli di credito. La scadenza e i tempi per l’incasso consigliati sono identici ma la differenza tra i due è netta già dalle modalità di erogazione.

Se infatti l’assegno bancario può essere firmato esclusivamente da chi è in possesso di un conto corrente, nel caso di quello circolare questo requisito viene meno. Inoltre quest’ultimo, a differenza dell’assegno bancario, non può essere scoperto.

Cerchiamo quindi di chiarire nel dettaglio che cos’è un assegno bancario e un assegno circolare fornendone al contempo la definizione e le scadenze relative.

Assegno bancario o postale, definizione e informazioni su suo utilizzo

A chi si chiede che cos’è un assegno bancario si può rispondere identificandolo come un titolo di credito che viene emesso da un possessore di conto corrente ad uno specifico beneficiario.

Per poterlo sottoscrivere è necessario essere in possesso del relativo carnet. Il libretto può essere richiesto facoltativamente alla banca di riferimento e di norma può contenere tra i 10 e i 20 assegni numerati progressivamente.

Gli assegni bancari superiori ai 1.000 euro devono essere per legge non trasferibili. La norma, introdotta per evitare il possibile riciclaggio di denaro, impone infatti la non trasferibilità a terzi della somma corrisposta dall’assegno al di sopra della cifra indicata. Per importi inferiori ai 1.000 euro al contrario l’obbligo indicato dalla clausola viene meno.

Il rischio che comunemente è associato agli assegni bancari è quello relativo alla loro copertura. Può infatti darsi il caso nel quale la somma che dovrebbe essere corrisposta al beneficiario in virtù di quanto indicato dall’assegno non può essere erogata dalla banca per insufficienza di credito sul conto (la provvista).

Ciò avviene quando l’importo da erogare supera la disponibilità finanziaria attuale della persona e in questo caso si parla di assegno scoperto.

Assegno circolare: che cos’è e quale è la differenza con quello bancario

A differenza dell’assegno bancario, quello circolare può essere richiesto anche (ma non solo) da chi non è titolare di un conto corrente. Per la sua erogazione infatti è sufficiente versare l’importo dovuto all’istituto di credito al quale se ne fa richiesta.

Nel caso in cui non si sia correntisti sarà sufficiente recarsi con la somma e un documento di riconoscimento presso lo sportello di una banca autorizzata o delle Poste Italiane; in questo caso si parlerà di assegno circolare postale.

In buona sostanza si può rendere la definizione di un assegno circolare indicandolo come un impegno al pagamento da parte dello stesso istituto di credito. La differenza nel caso del titolo bancario o postale è importante perché in quel caso è lo stesso correntista ad essere obbligato a corrispondere l’importo mentre la banca funge da mero intermediario.

Proprio in virtù di questa caratteristica non è possibile emettere assegni circolari scoperti. È infatti l’istituto di credito che è tenuto verificare nel momento del rilascio la disponibilità di denaro effettivamente versato da parte dell’emettitore.

Assegno bancario e circolare: scadenza

Nonostante le differenze, tutti e due i titoli hanno la stessa scadenza per il loro pagamento. Si dovrà provvedere a ritirare la somma dell’assegno entro i seguenti tempi di incasso:

  • 8 giorni all’interno dello stesso comune in cui è stato emesso (in piazza);
  • 15 giorni se pagabile anche in un altro comune (fuori piazza).

La scadenza per l’incasso di un assegno circolare e bancario è quindi molto breve. Cosa succede se non si rispettano questi tempi? Il titolo di credito rimane valido ma è possibile che l’emittente possa revocarlo, cambiando la decisione già presa sulla somma.

Per quanto riguarda l’assegno circolare, la scadenza da ricordare è quella dei 30 giorni dall’emissione. Trascorsi questi tempi, il possessore decade dall’azione di regresso.